Sono tre le generazioni che hanno reso importante l'azienda
"Torrefazione La Brasiliana". Durante la seconda guerra mondiale
nonno Carlo Govoni intuisce quanto sia forte la voglia di caffè
(letteralmente sparito dal commercio) e nel 1942 acquista una
vecchia tostatrice che metterà in funzione soltanto nel 1948,
quando decide di avviare una torrefazione a Ferrara.
Assume come commesso un ragazzino nero, al quale fa indossare
una divisa di panno rosso con i bottoni d'oro: L'attività si espande
oltre la città e la provincia, tanto che "il ragazzo nero dalla divisa
rossa con i bottoni d’oro” varca i confini della regione e diventa il
simbolo del successo del caffè “La Brasiliana”.
Corrado e Nino Govoni prendono il timone della società che si
ingrandisce, creando tre nuove miscele: T, Extra e Marfisa. |
LA BRASILIANA OGGI
Oggi al timone dell’azienda c’è la terza generazione:
“La Brasiliana” si è estesa in varie regioni e ha costituito due
depositi a Rimini e a Fano. Impianti tecnologici all’avanguardia,
e una rete capillare di vendita, consentono la diffusione del caffè,
che da qualche anno viene venduto anche sui mercati esteri ed
in particolare in Germania.
“La Brasiliana”, con il proprio personale tecnico, fornisce
un’assistenza puntuale alla sua clientela di baristi, fedeli
consumatori del caffè con il marchio del “ragazzo dalla divisa
rossa con i bottoni d’oro”. |